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lunedì 20 agosto 2007

La felicita´

In questa vacanza ho pensato tanto alla felicita´, anche grazie ad una persona che ha molto da insegnarmi. La felicita´ e´ come un momento di cristallo che segna la fine di una tensione ed inevitabilmente l´inizio di un´altra.


Mi piace giocare a crearmela piu´ spesso che posso. La felicita´ rappresenta il picco del nostro "spettro di azione", l´ampiezza dell´angolo che si stacca dalla linea della normalita´, che per tutti, ha coefficiente zero (altrimenti non sarebbe normalita´). L´uomo per sua natura (crudele che ci ha concepito cosi´ limitati!), per sua sfortuna ed allo stesso tempo per sua grande fortuna, non gode della "linea dritta" e piatta della normalita´.. vi si abiuta. E si sente vivo solo quando vive il cambiamento e l´angolazione della linea della vita assume un valore diverso da zero, sia questo negativo, sia positivo. Seguiamo il nostro percorso: dove non ci e´ dato sapere: costruiti come pipistrelli senza radar, come gatti senza vibrisse, come farfalle senza antenne: limitati nella vista, nel tatto, nell´olfatto e nell´ udito eppure sempre protesi a porci domande.. a cui non siamo in grado do rispondere. Non e´ questo un gioco atroce? Non e´ forse un divertimento perverso.. o forse dovremmo dire una strana bizzarria nell´evoluzione della creazione? E allora, forse e´ meglio non credere, perche´ a voler giudicare secondo un parametro umano, cio´che/chi ha voluto una cosa simile, non e´ certamente qualificabile come "buono": dare vita a qualcosa di incompleto rendendolo cieco a cio´ che potrebbe completarlo. Detta cosi´ pare non ci sia rimasto nulla.. eppure abbiamo la possibilita´ di sognare, provocando reazioni chimiche nell´organismo pari a quelli che avremmo vivendo veramente gli eventi.. e allora sorge un nuovo dubbio.. cosa e´ illusione e cosa realta´, se entrambe generano le stesse conseguenze? Il senso e´ che non importa che vita facciamo, finiremo comunque per abituarci, non importa inc he condizioni vivremo, soffriremo comunque, ma dando altri nomi ai problemi, non importa chi saremo, purtroppo nessuno e´ in grado di afferrare la verita´, quello che importa e´ circondarsi di tutte quelle cose per cui davvero vale la pena, quelle piccole cose che fanno sorridere, e fregarcene, in fondo, di grandi domande che non portano a nulla, di girarele spalle allo strano marchingegno che ci hanno regalato, a questo tenebroso rompicapo: impariamo a coltivare le piante, a provare riconoscenza a vivere per tenere l´angolo sempre un po´ in positivo ed accettando il negativo perche´ senza quello non sapremmo, cos´e´, la felicita´.


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